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27-07-08 luglio 29, 2008

Posted by inscaper in Uncategorized.
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Precisazioni

Fare i mestieri non è una alternativa alla fisioterapia, è una integrazione alle sedute di fisioterapia che il medico vi ha prescritto. Utilizzate qualsiasi momento per affrontare nel modo migliore questo viaggio che è fatto anche di stanchezza, di noiose routine (oggi in modo particolare non sopporto che le mie giornate vengano scandite dalla terapia), di desideri frustrati (andare al mare), di capricci infantili (che palle questo cibo tutto uguale, tutto insipido!), ecc. E’ un periodo, devo solo avere pazienza e attendere che passi. Uno dei miei difetti, ma ho scoperto di non essere solo, è quello di saper ingannare molto bene me stesso. Sto utilizzando questo difetto per raccontare a me stesso che sino alla fine di agosto non se ne parla di miglioramenti. Il trucco funziona e così riesco a dire a me stesso “Tranquillo che sei solo alla fine di luglio e hai ancora un mese di fronte” è così che riesco a contenere il desiderio frustrato di essere in giro con gli amici, al mare o in pizzeria. Anche questo scrivere è un modo per “uscire”, per entrare in uno spazio “altro”.

Non poter controllare in questo periodo cosa ho già pubblicato nel blog può creare delle ripetizioni, abbiate pazienza. Credo di aver già scritto che la comunicazione del nuovo referto fu uno shock. Ricordo che quel giorno c’era sciopero dei mezzi a Milano. Lasciai l’istituto e dopo aver mangiato qualcosa in un bar ed aver comperato delle sigarette mi diressi a piedi in centro. Gli amici chiamavano e mandavano sms ma avevo bisogno di stare solo e camminare, è il mio modo di affrontare il disagio, cammino sino a sfinirmi. Giunto in centro comperai alcuni testi e film su dvd. Quando mi sentii sufficientemente stanco presi la strada di ritorno. Non ricordo, ma mi sembra che iniziai la sera stessa a vomitare e proseguii per 24 ore. Non riuscivo proprio a digerire la nuova diagnosi, mandai una mail agli amici e diedi a chi mi era vicino la carta d’identità del tumore: V.B.
Ossia un Vero Bastardo. Tumore maligno, scarsamente differenziato ed altamente infiltrante.
Sono sempre stato un estremista, il meglio o il peggio, non mi piacciono le mediazioni che soddisfano tutti e nessuno, e anche questa volta mi ritrovavo ad un estremo: il peggio!
Al momento non posso dire con certezza che anche qui io non abbia scelto, il linguaggio dell’Es è ancora così oscuro. Può anche darsi che così facendo abbia scelto di dar vita ad un luogo mitico che chiedeva di essere vissuto, attraversato, il Martire che diventa Eroe, può darsi, ripeto, niente è certo in questo territorio, le luci e le ombre lasciano spazio a supposizioni, ipotesi, scordatevi le certezze.

Digerire la diagnosi

“Dovremo passare da sotto, rimuovere il pavimento della bocca, i denti ed un altro pezzetto di lingua. Sostituiremo il pavimento con un muscolo che preleveremo da un’altra sede. Così facendo speriamo di bloccare la proliferazione del tumore, speranza e non certezza perché come sa la medicina non è matematica” Questo, a grandi linee, il discorso chiaro e onesto che mi fece “il Prof”.
Questa volta era più difficile. Intanto non c’era più il dolore, quella molla che mi aveva spinto entusiasticamente verso il primo intervento, e poi tempi e dubbi. Iniziamo con i tempi d’attesa. Non è vero che uno può prendersi tutto il tempo che vuole, il V.B. prosegue incessante nella sua opera, quindi prima decidete e meglio è. Inoltre dovrete ancora sottostare ai tempi d’attesa dell’ente a cui vi siete rivolti per il ricovero. Ho detto subito di si sapendo bene che posso dire di no sino al momento prima di essere narcotizzato. E’ il mio atteggiamento, mi sono sempre comportato così. Certo ho fatto anche delle “brutte figure” ma già non me ne importava molto prima, figuratevi adesso. Mi viene spesso in mente un personaggio che appare ne “L’idiota” di Dostoevskij, non ricordo il nome, questo personaggio sta morendo a causa della TBC, è ad una cena della “buona borghesia” ed ha una fortissima crisi di tosse, inizia a scusarsi per l’inconveniente ma ad un tratto dice una cosa del tipo “Ma tu guarda, sto morendo e devo ancora chiedere scusa per il mio comportamento sconveniente”. Nel momento in cui vi viene consegnato il passaporto ufficiale di Malato il tempo assume tutt’altre caratteristiche difficilmente comprensibili da chi abita al di là del confine. Personalmente ho utilizzato il tempo a disposizione per sgomberare il terreno da tutti i dubbi. Tutto viene messo in dubbio, la diagnosi stessa, il tipo di soluzione, il chirurgo, l’ente, ecc. Non esiste un albo dei cattivi. Quindi mi affidai ai passaparola, alle informazioni in internet, soprattutto alle mie sensazioni e alla stanchezza che iniziava a farsi sentire. Avrei accettato di andare in un altro ente, altre metodiche, magari un paese o uno stato diverso? Avrete sentito quelle cose tipo ” ad Albuquerque questo intervento lo fanno in sole 4 ore e il 63,8% dei pazienti a distanza di 27 mesi sta benissimo”. Sono le cose che mi mandano in bestia perché puzzano di disonestà lontano un miglio. Mi spiego meglio. Non stanno mentendo ma nessuno vi verrà mai a dire che a distanza di 27 mesi e 12 giorni la percentuale è scesa al 51, 2!!! Non cercavo Speranza ma Professionalità. Percentuali e statistiche avevano e hanno per me un valore marginale, l’onestà “del Prof” era un dato che aveva un peso maggiore rispetto a qualsiasi altro chirurgo che i dati potevano anche dare come migliore ma non i miei sensi. Sono fatto così, devo fidarmi. Soprattutto nel momento in cui lascerò il mio corpo narcotizzato in quelle mani per otto ore. Avevo anche pensato di fare delle indagini per conto mio, avevo già preso anche degli appuntamenti ma “il Caso” volle che il giorno prima di questi esami giunse una telefonata dall’Istituto “Deve presentarsi domani mattina alle 8 a digiuno per il ricovero”. Non posso quindi dare grandi consigli, ho scelto il ricovero con tutto quello che comporta senza aver svolto ulteriori indagini. Sono contento della scelta compiuta perché so bene di essere in grado di martoriare me stesso, e se da un’indagine ulteriore fosse risultato che forse potevano esserci altre sedi interessate ma avrebbero dovuto essere indagate prima di essere certi. Sarei ancora lì a domandarmi se avevo fatto la scelta giusta o meno. Sono invece sicuro di poter affermare che non esiste la scelta giusta ma quella che ognuno di noi è in grado di affrontare e sostenere in tutti i sensi, da quello logistico a quello affettivo.
Certe patologie possono essere trattate con diverse sedute di agopuntura e sicuramente in questo campo i migliori sono i medici dell’università di Pechino. Sareste in grado di sostenere le spese per un viaggio simile, in un luogo dove non conoscete nessuno e dove non capite assolutamente nulla di quello che dicono? Spero di essere stato chiaro.

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