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26-07-08 luglio 29, 2008

Posted by inscaper in Uncategorized.
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Ho iniziato la terapia fisiatrica e occupazionale: mestieri di casa! Consiglio per ipotetici pazienti: cercate di fare il più possibile, se non siete capaci trovate qualcuno che vi insegni, ricordate o segnate sino a dove riuscite ad arrivare, cercate con il tempo di migliorare i vostri limiti senza strafare, cercate di sentire il più possibile quali distretti corporei utilizzate (muscoli, tendini, ossa, ecc.) non dovrete mai provare dolore se ciò dovesse accadere chiedetevi perché (esecuzione errata del movimento, accorciamento di un muscolo, infiammazione di una articolazione, ecc.) soprattutto fate le cose in modo graduale e riposate. Per esempio in questo momento scrivere è la mia pausa di relax dopo aver fatto un po’ di cosette. Nel caso di ipotetiche pazienti, posso solo tentare un consiglio: provate a percepire gesti conosciutissimi in modo “nuovo”. Mi rendo conto che è più difficile soprattutto per quelle pazienti che da sempre si sono occupate delle faccende domestiche quotidianamente, forse per voi è meglio fare al contrario, lasciate che le faccende le faccia qualcun’altro e andate da un fisioterapista o in palestra, non so, provate a consultarvi con pazienti donne e valutate qual è per voi la scelta migliore. Non è un modo per sentirsi o rendersi utili, non solo, è un modo per verificare le proprie capacità e la propria autonomia, ricordo la prima volta che mi preparai un caffé da solo dopo la dimissione: una vera conquista! “Se ne ho voglia posso farlo!” questo è il motivo di fondo, aprire una bottiglia d’acqua, un barattolo, lavarmi, ecc. tutto era da sperimentare e verificare. E’ bellissimo soprattutto dopo aver sperimentato cosa vuol dire dipendere dalla presenza di altri, ma sto correndo, questo è già dopo l’intervento, ieri avevo iniziato a scrivere dell’attesa.

Sono un infermiere e sono in Italia quindi so come funzionano certe cose, le “conoscenze giuste” permettono di superare liste d’attesa lunghissime, nessun ente pubblico o privato è esente da questa regola, la maleducazione e la mancanza di rispetto in questo paese sono endemiche. Ma sono anche convinto che molti professionisti si battono tutti i giorni perché questo non accada, è una lotta che anch’io porto avanti, non mi importa se avremo successo, è lo stesso discorso del giuramento, ho fatto certe scelte. Dovendo scegliere tra una persona giovane con un tumore ed una persona della mia età o maggiore che mi è cara darei la precedenza alla persona giovane perché la proliferazione cellulare, quindi anche le cellule tumorali, in quel corpo è molto più veloce che nel corpo di un individuo adulto. Mi misi quindi in attesa, cercando di controllare il dolore con gli antidolorifici, ma gli ultimi giorni furono veramente terribili, ce lo ricordiamo ancora tutti. Io perché ricordo il dolore solo a deglutire la saliva, chi mi era vicino ricorda ancora il mio volto che sbiancava sotto l’effetto di quel dolore. Quando mi chiamarono per il ricovero, per tutti fu una notizia fantastica!

Giunsi in reparto e dopo i prelievi di routine mi visitò una giovane dottoressa “Le hanno detto che verrà operato questa mattina?” Non me lo avevano detto, uscii da quella stanza come se mi avessero fatto il regalo più bello del mondo, e lo annunciai a mia sorella. Ero felice! Non esagero, era mercoledì 6 marzo e il dolore era ormai costante da quasi due mesi. Il primo intervento durò due o tre ore, tornai in reparto solo con un sondino nasogastrico, una flebo in una vena periferica e i punti di sutura in quella zona della lingua dove era stato asportato il pezzo. Fui dimesso il lunedì successivo e nel giro di una settimana ripresi ad alimentarmi in modo normale. Questo blog non esisteva ancora, il 12 marzo mandai una mail agli amici con la foto del mio primo piatto di pastasciutta! Il dolore non c’era più, ero nuovamente sereno, attendevo la visita di controllo e il referto dell’anatomopatologo, figura per me veramente mitica e magica come chi legge le ossa, i fondi di caffé, e cose simili. Ero certo che avrebbe confermato l’istologico precedente e che nel giro di una settimana sarei tornato a casa. Questa situazione credo che rappresenti bene la distanza che avevo messo tra me ed il mio corpo. Il corpo registra, segna, assorbe ed elabora tutti i dati relativi ai processi omeostatici. I dati sono lì, per alcuni più evidenti e per altri meno ma sono lì, sta ad ognuno di noi imparare a leggerli o delegare qualcuno che lo faccia al posto nostro. Faccio un altro esempio: uno degli effetti collaterali dei farmaci derivati dall’oppio è l’inappetenza, non sento lo stimolo della fame così come non provo sazietà, mangio perché so che devo mangiare e la quantità di cibo introdotta è quella che riesco a tollerare ovvero se irrita la mucosa cerco di resistere sino a quando non cela faccio più e corro a sciacquare la bocca, questa situazione però cerco di evitarla, di solito succede che introduco cibo sino a quando non sento che un altro boccone provocherebbe senso di nausea (quindi rischio di vomito e conseguente perdita di cibo e liquidi, oltre all’irritazione dovuta al reflusso dei succhi gastrici) a quel punto mi fermo.
Perché insisto su questo punto? Perché quello che vi verrà offerto è un parere medico, l’opinione che un professionista esperto si è fatto raccogliendo i dati relativi al vostro caso. Potete accettarla, rifiutarla, confrontarla con altri pareri ma in definitiva sarete voi a scegliere, a decidere quale risposta dare all’istanza che il vostro corpo ha elaborato e messo in atto. Un dietologo potrebbe sostenere che la quantità di cibo che dovrei introdurre è, diciamo, 400 kcal per un altro è 500 kcal, la misura giusta non è né 400 né 500 né 450 ma un boccone prima che si scateni la nausea. Chiaro? Spero di si.

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