Stupido luglio 25, 2008
Posted by inscaper in Uncategorized.trackback
Al di là della buona volontà e dei tempi lunghi, un ora per postare l’ultimo articolo, non sono neppure certo che sia stato pubblicato correttamente. Appena ho un attimo di tempo cercherò una connessione diversa alla rete sia per aggiornare questo blog che per scrivere agli amici o navigare in rete. Un altro aspetto della malattia è quello burocratico, certificati che attestano il bisogno di cure, o di agevolazioni che derivano dallo stato di invalidità, temporanea o permanente, e già il fatto di diminuire la validità di un individuo la dice lunga sul sistema in cui viviamo. In paese siamo senz’acqua, era successo anche l’anno scorso, una delle cose belle dell’isola è che nei suoi confini riproduce ciò che accade nel resto del globo, per cui in paese non c’è acqua ma nella zona benestante hanno acqua anche per mantenere verde il campo di golf. Questo fatto mi irrita, ma soprattutto mi da fastidio il fatto che ancora oggi questa regione, questa nazione, non riesca a garantire livelli minimi essenziali per la sopravvivenza, l’acqua nella fattispecie, però parla di crescita, grandi opere, autonomia, ecc.
E’ l’atteggiamento di fondo quello che ci fa errare. Mi ci metto anch’io perché faccio parte di questo mondo e in modo più o meno consapevole ho introiettato certi atteggiamenti. L’errore è quello che mi ha fatto deviare dal mio percorso energetico sino a costringere il mio corpo a sviluppare una risposta adeguata all’azione intrapresa, una patologia. Riconoscere la sofferenza come “risposta a” e non come “punizione” e/o “sfiga” è il primo atto per divenire parte attiva del processo di “guarigione”. Ripeto guarire non significa tornare a come ero prima della malattia, perché quel prima è ciò che mi ha condotto verso la malattia, cos’è dunque “guarire” e perché sostengo che è un processo in cui devo necessariamente essere parte attiva? Le parole, i termini che utilizziamo, sono contenitori vuoti, ognuno di noi li riempie di un proprio senso. Se il Male come dicevo alcuni giorni fa è parte integrante della Vita come è possibile guarire? Devo qui rifarmi ad un’autrice che è stata molto importante nel mio percorso sia professionale che umano, Annick de Souzenelle, è stata lei che si è presa la briga di studiare ebraico per poter leggere la Bibbia e non accettare la versione che altri prima di lei avevano proposto; lei ha tradotto ciò che definiamo “bene” come “ciò che è compiuto” e “male” come “ciò che non è ancora compiuto” il lavoro incessante del genere umano è questo, trasformare ciò che non è ancora compiuto in ciò che è compiuto. Il male e la malattia dunque sono aspetti, istanze che chiedono di essere attraversate e trasformate, il buio che diventa luce e la luce che diventa buio, non c’è più un senso lineare che ai due opposti pone il positivo e il negativo, ma è un senso circolare dove un aspetto genera l’altro. Cosa mi fa dire che è così? La Vita per come la conosco, fatta di perenne movimento, di continue inspirazioni ed espirazioni, un incessante portare dentro e portare fuori, sistole e diastole, giorno e notte, ecc. La sofferenza ha qui la sua origine, nel tentativo di fermare il flusso, come in una fotografia che mi ritrae perennemente sorridente, felice, in ferie, è li che tutto è iniziato. Tornare a quell’attimo e liberarlo dalla morsa costrittiva della felicità, riconsegnarlo al flusso vitale che lo condurrà verso la fine di una vita e la nascita di una nuova vita, è quel essere parte attiva nel processo di guarigione, è li che bisogna anche rispondere alla domanda “Voglio guarire?”. La mia prima risposta fu “Non lo so, non ne sono così sicuro”.
Vi sembra una domanda stupida? Mi spiace ma vi garantisco che un sacco di gente non vuole guarire. Certo a chiunque lo chiedete sosterrà il contrario ma quanti sono disposti a perdere, ad abbandonare una vita che li ha condotti alla sofferenza per una vita di cui non si conosce nulla? Continuano a cercare un modo per rimanere sempre belli, ricchi, sorridenti, felici, in ferie, chi è lo stupido che vorrebbe altro?
Eccomi.
Commenti»
No comments yet — be the first.